ASSOCIAZIONE CARDUCCI

ASSOCIAZIONE CARDUCCI

Associazione Carducci

l’Associazione Carducci offre alla città di Como e a tutti i cittadini opportunità di crescita culturale ed intellettuale.

Come e quando è nata l’Associazione Carducci?

Per iniziativa di un Comitato di emeriti cittadini comaschi, capeggiati da Enrico Musa, nell’estate del 1903 si dà l’avvio alla istituzione della Pro Cultura Popolare con sede amministrativa presso la Camera del Lavoro al tempo in via Odescalchi. Le attività scolastiche erano tenute in varie sedi: dal Broletto al Teatro Cressoni, dai locali della Società per gli Impiegati nell’Industria e nel Commercio a quelli delle diverse Società di Mutuo Soccorso e Istruzione.

Nel 1908 (4 agosto) la Pro Cultura Popolare viene eretta in ente morale con decreto ministeriale. Nel 1910, il 20 settembre viene inaugurato il palazzo di viale Cavallotti n° 7, appositamente edificato per sviluppare l’attività di insegnamento dei vari corsi, dei concerti, delle conferenze, dei congressi. Si pensava, infatti, di implementare l’istruzione, prevalentemente svolta mediante corsi serali per la formazione dei lavoratori, con iniziative di ampio respiro quali i citati concerti e le conferenze nonché con proiezioni luminose cinematografiche (iniziative di sorprendente modernità).

Per tutto ciò una sede era necessaria e Musa si era fatto promotore di una sottoscrizione, aperta con gran parte del proprio capitale privato, cui parteciparono anche numerosi industriali comaschi e la Cassa di Risparmio, per la costruzione del primo edificio su di un terreno acquistato a buon prezzo dal comune. L’attività dell’Istituto Giosue Carducci-Pro cultura Popolare crebbe a tale punto che dieci anni più tardi, nel 1920, fu inaugurata la seconda parte del palazzo, quella oggi occupata dall’Università dell’Insubria (in viale Cavallotti al n° 5).

L’idea di Musa era quella di un “palazzo della cultura” dotato di aule, di saloni, di biblioteca (circolante), di uno splendido museo scientifico (circolante) per rendere pratiche e semplici le lezioni teoriche: nasceva così con una infinità di oggetti rappresentanti l’anatomia umana, il mondo vegetale, le dimostrazioni chimiche, la fisica, la mineralogia, ordinati appositamente e acquistati a Parigi, negli anni Venti,dalla ditta Deyrolle, il Museo Casartelli. Dal suo nascere fino ai giorni nostri l’attività dell’Istituto, ora Associazione Giosue Carducci, non si è mai fermata, neppure durante gli anni delle due guerre mondiali. Si è fermata ora, dal mese di marzo, in obbedienza ai decreti dl Presidente del Consiglio dei Ministri, per la epidemia del Covit-19.

La vostra associazione è molto attiva nel territorio comasco, organizzate corsi ed eventi; quali saranno le prossime iniziative in programma, se potranno essere realizzate?

Temo, purtroppo, che le iniziative programmate per il trimestre aprile-giugno 2020 siano tutte irrealizzabili, visto il protrarsi della epidemia a tutti nota: erano in programma due importanti appuntamenti musicali, uno teatrale, e tre conferenze per il ciclo “I mestieri di un tempo” che prevedeva l’illustrazione della figura del “ricamatore o ricamatrice”, del “sarto”, del “magister a muro”, del maestro d’ascia, tutte conferenze tenute da esperti e corredate da una gita in luoghi, musei, istituzioni, fondazioni connessi al tema delle conferenze (teoria e pratica insieme), Sarà oggetto del prossimo Consiglio direttivo capire se possibile posticipare all’autunno questi appuntamenti (per i quali si erano già definiti tutti i contatti e fermate le date sul calendario), oppure se organizzare in altro modo il programma futuro.

Quali sono i programmi futuri dell’associazione Carducci?

I programmi futuri della Associazione Carducci sono quelli della continuità culturale che si esplica nei Corsi artistici di Disegno, Pittura, Modellato, Incisione, Nudo, Acquerello e Copia d’Autore, nei concerti, nelle conferenze con annesse gite culturali, nel teatro. L’ultimo anno, il 2019, ha visto un intensificarsi di manifestazioni in seno a un progetto sostenuto dalla Fondazione Cariplo. Si sta pensando, ora, di arricchire l’offerta soprattutto con l’incremento dei corsi.

Tra le manifestazioni organizzate dall’Associazione in passato, ne vuole ricordare qualcuna in particolare?

E’ difficile citare una iniziativa o una manifestazione organizzata nel passato: sono state infatti numerosissime e tutte motivate da un progetto e realizzate con la maggior cura possibile. La più sensazionale, forse, fu l’organizzazione dall’11 al 20 settembre 1927, in occasione del centenario Voltiano, del Congresso Internazionale dei Fisici, per la prima volta tenuto in Italia e proprio nella sede del Carducci, con la partecipazione di numerosi premi Nobel (Max von Laue, Max Plank, Ernest Ruthenford, Niels Bohr, Max Born, Wolfgang Pauli, Werner Heisenber e il nostro Enrico Fermi, per citarne solo alcuni). Il salone dove si svolse il Congresso, è ora denominato: Sala dei Nobel e si trova al piano superiore dell’edificio al n° 5, dove è ospitato in armadi e cassettiere appositamente fatti costruire da Enrico Musa, il Museo Casartelli.

Secondo lei l’iniziativa nata in tutta Italia “la cultura non si ferma” può far capire ai giovani quanto la cultura sia importante, sentendosi parte di una comunità più ampia?

Per quanto riguarda quest’ultimo punto e cioè l’iniziativa: “la cultura non si ferma” il Carducci è pienamente allineato e concorde: non mancano certamente l’amore per la storia, la musica, il teatro, la pittura e quello per la nostra città. L’affezione alle arti e al territorio è sempre stato il filo conduttore di ogni iniziativa del Carducci e lo sarà nel futuro. In questo senso si cerca di tenere viva l’attenzione dei soci suggerendo l’approccio e i link a iniziative di carattere nazionale o con piccoli messaggi settimanali via mail (per chi possiede un pc e può essere raggiunto in questo modo). Risulta, in genere, più difficile accaparrare l’attenzione dei giovani per far capire loro quanto sia importante la cultura per la crescita individuale e per la condivisione di appartenenza ad una comunità più ampia. Sono sentimenti e convinzioni che devono essere seminati fin dai primissimi anni d’età perché diano frutti in età più adulta.

Per quanto riguarda il Carducci si avverte da tempo la mancanza di un cambio generazionale sia nell’audience, sia nei frequentatori, sia nel volontariato culturale (sebbene alcune iniziative abbiano sortito, almeno temporaneamente, la partecipazione di un pubblico giovane o addirittura infantile).  Non è semplice, tuttavia, stimolare la curiosità e l’interesse della gioventù, forse perché bombardata da troppi stimoli, o forse perché non si mescola volentieri con gli adulti o con gli anziani. Tuttavia il compito dell’educatore e delle associazione culturali è quello di persistere nell’intento della promozione, con le proprie attività, cercando di trovare un linguaggio moderno, scientifico e penetrante rivolto alle generazioni del nostro futuro. Noi siamo fiduciosi: in fin dei conti anche noi siamo stati giovani ed abbiamo sentito pressante il richiamo della cultura, tanto da “votarci” a investire molto tempo della nostra vita in questa missione

Rimanete sempre aggiornati sulle tutte le attività culturali che stanno aderendo a questo progetto

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