Associazione Culturale Polifonie

Associazione culturale Polifonie

Associazione Culturale Polifonie

L’associazione culturale Polifonie si dedica alla valorizzazione della Nuova Musica e alla diffusione della musica del ‘900 e contemporanea.

Oggi con questo articolo vorrei parlare dell’associazione culturale Polifonie, essa è composta da un gruppo di musicisti professionisti che insieme hanno dato vita ad un ensemble musicale, l’Appassionato Ensemble, dedicato alla valorizzazione della Nuova Musica e alla diffusione della musica del ‘900 e contemporanea. Sono davvero grata che si siano resi disponibili per rispondere a qualche domanda.

Qual è l’obbiettivo finale dell’associazione culturale Polifonie?

L’obiettivo finale dell’Associazione Culturale Polifonie è quello di diffondere sempre di più sul territorio la conoscenza e l’amore per la cultura corale e musicale, in particolare quella relativa alla musica classica Contemporanea (la Nuova Musica), una forma di arte vitale e in pieno fermento, ma poco conosciuta dal grande pubblico. L’Associazione ha anche l’obiettivo di introdurre i giovani musicisti e il giovane pubblico alla musica contemporanea e alla contaminazione con altri generi musicali, e integra il proprio lavoro nella rete culturale della regione Insubrica, facendo interagire la comunità locale e regionale di musicisti e studenti con artisti, musicisti, compositori e realtà culturali anche a livello nazionale e internazionale.

La vostra associazione è molto attiva nel territorio comasco e coinvolge tantissimi giovani musicisti, avevate fissato dei concerti o laboratori prima che venisse dichiarata l’emergenza coronavirus?

Avevamo diverse attività culturali in corso: laboratori musicali, orchestra giovanile, corsi musicali e di perfezionamento, masterclass, seminari; concerti in Italia e all’estero con il nostro Appassionato Ensemble, la nuova edizione del Concorso Internazionale di Composizione per l’esecuzione e la pubblicazione di Nuova Musica, e di Como Contemporary Festival, con ospiti di rilievo internazionale provenienti da Italia, Francia e Iran. Tutto rinviato (data da destinarsi), ad eccezione delle selezioni per il concorso di composizione e della didattica collettiva ed individuale: stiamo adottando la soluzione della didattica a distanza, ovvero in videoconferenza. E’ anche un modo per dire ai nostri giovani studenti che noi ci siamo, qualora ne sentano la necessità.

Secondo Lei in questo momento, le persone di cosa hanno bisogno? Secondo me in questo momento le persone hanno soprattutto bisogno di stare vicino ai propri cari, riscoprendo il valore della famiglia, della condivisione e della collaborazione. Questi valori potranno indubbiamente essere rimessi in campo nelle future esperienze, anche culturali.

L’iniziativa nata in tutta Italia la cultura non si ferma, può tenere viva la voglia dei giovani di continuare a fare musica, sentendosi parte di una comunità più ampia?

La libertà di espressione è molto importante. Credo in ogni iniziativa dettata dal cuore e da un sentimento di unione e fratellanza. Per questo ognuno si deve sentire libero di esprimersi, a mio avviso, anche in tempi di coronavirus, seguendo i propri ideali e nel rispetto di quelli altrui. Se in questo momento la cultura può farsi veicolo di pensieri, sentimenti etc anche in una forma condivisa, non ci vedo nulla di male. L’amore per la musica è, almeno per me, qualcosa di viscerale, insostituibile, necessario. Anche di fronte a calamità naturali o di qualsiasi altro tipo la musica come l’arte ti può portare lontano, nell’astratto e nell’immaginario, liberandoti e rappresentando per questo motivo anche una forma di catarsi individuale. La cultura dunque non si ferma, in ogni caso, perché è dentro ognuno di noi, come i nostri pensieri: nessuno, nemmeno il Coronavirus, ce la potrà mai portare via.

Quando si ritornerà “alla normalità” riprenderete le attività? Certamente: dopo una caduta, ci si rialza. Riprenderemo le nostre attività e ripartiremo insieme in una nuova avventura, ancora più forti di prima. Ce la faremo!

Avete già in mente dei progetti futuri che vi piacerebbe realizzare? Se poteste esprimere un desiderio per l’associazione cosa chiedereste?

Un nostro desiderio è quello di divenire luogo di incontro e di aggregazione per la nostra città e non solo. Ci piacerebbe avere il sostegno delle istituzioni (comune, provincia, regione…) per organizzare eventi culturali di sempre più alto profilo artistico e culturale, e per poter sempre meglio trasmettere l’amore per la musica e l’arte come un bene per la persona e un valore sociale. Quest’anno siamo entrati a far parte di un progetto davvero ampio che coinvolge moltissime associazioni del territorio lariano. Speriamo che questa rete possa contribuire a diffondere tutto quello in cui noi crediamo e possa dunque creare un tessuto sociale proficuo per il bene del nostro territorio, del nostro Paese e di tutti noi. Il nostro desiderio è che la musica possa unire le persone, e che sempre più persone possano capire l’importanza della cultura, coinvolgendo tutti nell’assolvimento della funzione sociale di maturazione, crescita umana e civile perpetrata attraverso l’ideale condiviso dell’educazione permanente.