Cou(L)ture Migrante

coulture migrante

Cou(L)ture Migrante

Cou(L)ture Migrante: un laboratorio di sartoria nel cuore della città di Como

Intervista a Chiara Gismondi coordinatrice del progetto Cou(L)ture Migrante.

Quando è nato questo progetto? Qual’è il suo obiettivo?

Cou(L)ture Migrante è un progetto di imprenditoria sociale che coinvolge richiedenti asilo provenienti da diverse parti del mondo e residenti a Como. Questo progetto è nato nel settembre 2018 come progetto di formazione e successivamente, un anno dopo, nel 2019 si è sviluppato come Atelier di sartoria. Esso offre opportunità di integrazione e di inserimento lavorativo diffondendo la cultura della condivisione e cooperazione.

Il primo anno il nostro team era formato da 20 richiedenti asilo e rifugiati, seguiti da un sarto. Abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà, dalla lingua alla scrittura; piano piano l’iniziativa è stata sempre più sostenuta e ha avuto un certo seguito portando alla decisione di ampliarci e sviluppare una vero e proprio atelier; ancora oggi cerchiamo sempre di più una sostenibilità che fatichiamo a trovare e di certo questo periodo non ci ha aiutato

Quanti richiedenti asilo lavorano a questa iniziativa?

Attualmente ci sono tre tirocini formativi e tre in formazione per consolidare le loro conoscenze

È solo una sistemazione temporanea per i richiedenti asilo o è un’occupazione che può rimanere stabile?

Dipende dalla persona, alcuni decidono di continuare a lavorare con noi, altri invece cercano lavoro fuori.

Facciamo riferimento ai centri di accoglienza di Como, alcuni di loro svolgevano già questa professione nel loro paese, ora riceviamo anche richieste spontanee.

Che rapporto si instaura all’interno del gruppo?

Come tutti i gruppi di lavoro sono attraversati dagli stessi problemi, bisogna superare difficoltà ma si condividono anche le gioie, è un progetto comune e come tale ognuno è responsabile del lavoro di tutti.

Cosa producete e dove si possono acquistare?

La nostra caratteristica e che non produciamo articoli in serie, da mascherine, portachiavi fino a borse shopper, ogni nostro prodotto è unico e irripetibile. Ci sono una serie di punti vendita che hanno i nostri prodotti, come Garabombo a Como e Cantù e qualche libreria.

È possibile anche visitare l’atelier per vedere i prodotti e acquistarli, inoltre potete visitare il nostro sito e la pagina Instagram.

Dove avete la sede?

Avevamo un piccolo un piccolo spazio al primo piano del Chiostrino Artificio. Qualche mese fa ci proposero uno spazio più grande da adibire a progetti di imprenditoria e artigianato, quindi stiamo spostando la nostra produzione in Via Prudenziana 17 sempre a Como.

Avete un sogno che vi piacerebbe realizzare?

Il sogno rimane sempre quello che ha guidato la nascita di questo progetto. È qualcosa che ha a che fare con la necessità di affermare la ricchezza della multietnicità. Attualmente si lavora, sempre di più in un team multi etnico, dove confluiscono stili e inclinazioni da diverse parti del mondo. Avere la possibilità di lavorare in team, porta anche a riscattare socialmente, con la dignità del lavoro, una condizione, quella del migrante, che è di grandissimo svantaggio. La dignità del lavoro artigianale si può riflettere nella cura delle relazioni con le persone.

Rimanete sempre aggiornati sulle attività culturali che stanno aderendo a questo progetto

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