Marco Bianchi

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Marco Bianchi

Marco Bianchi: un personaggio unico del nostro territorio. Vibrafonista, compositore, coniuga alla musica la passione per l’umorismo.

Marco Bianchi

1. Ciao Marco, ci puoi dire qualcosa della recente collaborazione con Lillo & Greg?

Volentieri. Ho suonato il vibrafono nella colonna sonora del loro ultimo film, uscito il 30 Aprile: D. N. A. (Decisamente Non Adatti) che, non potendo uscire nelle sale cinematografiche a causa della quarantena, è disponibile unicamente in streaming sui vari portali web.

Ho conosciuto Lillo e Greg al termine di un loro spettacolo teatrale a Bellinzona molti anni fa. Trasferitomi a Roma per qualche anno in seguito, ho potuto apprezzarli e frequentarli più assiduamente. Greg, in particolare, è un ottimo musicista ed all’epoca aveva una band chiamata: “Greg and The Blues Willies”.

In quel gruppo conoscevo il sassofonista e pianista Giorgio Cùscito (con il quale ho in seguito inciso anche 3 album), il cantante e trombettista Luca Majnardi e il trombonista Carlo Ficini. Proprio Luca Majnardi che, con Alessandro Meozzi, si occupava delle registrazioni della colonna sonora del film, mi ha contattato per incidere le parti di vibrafono.

L’idea di Greg, autore anche delle Musiche, era quella di aggiungere un sapore Surf/Rock’n’Roll moderno e in alcuni momenti una sorta di Lounge/Swing un po’ alla Harry Mancini. Per queste atmosfere ha voluto inserire proprio il vibrafono ed io sono stato molto contento di incidere per loro.

Su YouTube è possibile trovare un intervista a me e Greg

2. Come ti definiresti come musicista?

Domandona! Le definizioni non sono propriamente il mio forte. Mettiamola così: sono un creativo con una passione sfrenata per il Jazz, la composizione e l’umorismo. Qualcuno mi ha definito “virtuoso” del vibrafono. Accetto questa definizione purché il termine non sia riferito alla quantità di note, alla tecnica o alla velocità d’esecuzione. Per quanto mi riguarda il “virtuoso” è colui che non ha filtri tra mani, cuore e cervello.

3. Come mai ti sei specializzato nel vibrafono?

Ho provato sempre un grande fascino verso questo strumento. Precisamente per l’uso che se ne faceva nel Jazz degli anni ’30. Quando ero piccolo mio papà ascoltava moltissima Musica Jazz. Ricordo una collezione di audiocassette acquistate in edicola negli anni ’80, denominate “Jazz Time”, che conservavamo con cura. Grazie ai vinili presenti in casa e a quelle cassette, ebbi la possibilità di ascoltare già in età prescolare, una quantità di Musica Jazz incredibile.

Mio Papà è stato batterista, e quando ascoltavamo i dischi di Gene Krupa, spesso incappavamo nelle registrazioni del quartetto di Benny Goodman con il vibrafono di Lionel Hampton. Per me furono folgorazioni. Un Hampton così ritmico e al tempo stesso ricco di senso melodico, fu un grande compagno di infanzia e di adolescenza.

Quando entrai in Conservatorio, all’età di 11 anni, ebbi la “visione” del primo vibrafono e fu davvero emozionante. Più crescevo e più trovavo in questo strumento un vero e proprio complice, affine alle mie peculiarità ritmiche ma anche estremante lirico e sensibile. Nonostante lo studio delle 4 bacchette abbia portato il vibrafono ad essere uno strumento polifonico al pari di chitarra e tal volta del pianoforte, resta comunque uno strumento con dei limiti oggettivi. Ecco perché ho sempre concepito prima la Musica e poi lo strumento. Oggi per me suonare il vibrafono significa essere disposto anche a ritenerlo “puramente accessorio” qualora la mia Musica lo richieda.

4. Parlaci dei tuoi molteplici interessi e attività musicali

Innanzitutto amo la commedia italiana degli anni 50/60. In particolar modo Totò. Il genio. Ho un grande interesse per l’umorismo di Raimondo Vianello che adoro in tutte le sue esibizioni. Sicuramente sono un fan accanito anche di Felice Andreasi, Gilberto Govi, Aldo Fabrizi, Aroldo Tieri, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Carlo Campanini, Walter Chiari, Alberto Sordi, Arnoldo Foà, Gianni Agus, Sandra Mondaini, Vittorio De Sica e tanti altri…

Oggi sono molto affascinato da Nino Frassica, Massimo Bagnato, Maurizio Milani, Lillo e Greg, ed ho una particolare ammirazione per Antonio Rezza.

Sull’Umorismo Inglese, a parte i Monty Python, mi sono documentato soprattutto sui gruppi comici degli ultimi 20 anni che hanno prodotto poche trasmissioni ma geniali: “Big Train”, “Jam” e “Smack the Pony”.

Dagli U.S.A. mi piacciono trasmissioni come “Mister Show” e alcune cose del “Saturday Night Live”. Diversamente, non amo molto gli “Stand Up Comedian”.

Sono decisamente più attratto dall’umorismo di “situazione”, molto meno dai battutisti.

Ultimamente, grazie al batterista e amico fraterno Filippo Valnegri, ho riscoperto la passione per il Cinema Orientale. In particolar modo per il grandissimo Takeshi Kitano, conosciuto più come “Beat Takeshi”. Genio assoluto, che per la maggior parte dei Giapponesi resta un po’ intrappolato dalla fama di “comico tv”, ma per il resto del mondo è un artista di grande spessore. Adoro ovviamente le produzioni dello Studio Ghibli, il grande Isao Takahta, Hayao Miyazaki, le Musiche di Joe Hisaishi e molto altro.

Anche il Cinema Americano mi interessa, ma di solito prediligo quello antecedente gli anni 80. In particolare modo le commedie e la produzione di Alfred Hitcock.

In questi giorni invece, sto riguardando i film di Pasolini, ed ogni volta è un colpo al cuore. Meraviglia.

Sulle letture sono meno onnivoro ma vario molto: Ultimamente ho letto alcune cose di Achille Campanile, un paio di biografie di Frank Zappa, una su Soichiro Honda, due saggi dei Filosofi Gancitano/Colamedici e un saggio sul Jazz a firma di Ted Gioia.

In termini di Attività Musicali, invece, sto finendo di scrivere il secondo disco del “mio” Lemon 4et (con Maurizio Aliffi alla chitarra, Roberto Piccolo al contrabbasso e Filippo Valnegri alla batteria). Se tutto va bene sarà pubblicato nel 2021. È un disco molto impegnativo sul piano compositivo e degli arrangiamenti. Ci lavoro da 3 anni.

Continuo a comporre Musica per la Tv per “FM Records” di Roma, grazie al bravissimo Alessandro Pinnelli. Abbiamo in programma altre 2 nuove produzioni per fine 2020.

Su Youtube/Facebook sto producendo una nuova serie di Video dedicati alla batteria ed ai suoi protagonisti che si chiama “Dream Drums”; ho cominciato prima con un lavoro su Nate Smith, poi con una collaborazione di Marco Castiglioni e tra poco ne arriveranno molti altri.

Con “Le Stupide Creature” stiamo scrivendo delle nuove canzoni folli, che probabilmente presenteremo da Settembre, sempre tramite video su Youtube e Facebook.

Con il Border 4tet (Danilo Moccia- trombone, Stefano Dall’Ora – contrabbasso e Silvano Borzacchiello – batteria), abbiamo appena pubblicato il secondo Album: “Different Roads” edito da PBR, un’etichetta di Ginevra. Avremmo dovuto presentare il disco in Giappone proprio quest’anno.

Sempre entro la fine 2020 usciranno altri 2 dischi, in cui compaio al vibrafono in veste di session, che ho inciso l’anno scorso.

Al momento mi sto anche occupando di una rubrica musicale sul sito “Cultur&Shock” di Attivamente, grazie a Jacopo Boschini.

Ho però in sospeso molte cose, tra le quali la pubblicazione degli spartiti del mio album “Dramedy Cinema Mallet” (FM Records), che ho scritto per quartetto di percussioni a tastiera ed altre produzioni personali.

5. Le tue attività musicali sono più concentrate nel territorio comasco o fuori?

Attualmente è tutto concentrato a casa per causa del virus. Prima di questo disastro i Live, i dischi e le collaborazioni, sono state decisamente più intense fuori dal territorio comasco. La parte di composizione, scrittura, format video, praticamente sempre da casa.

6. Come sei riuscito a conciliare questo periodo di chiusura con la tua attività musicale?

Ci ho provato cercando di dare precedenza allo studio ed alla formazione. Ho scritto molto ed ho prodotto nuovi brani, video, arrangiamenti, qualche sketches e un paio di concerti in streaming.

7. Ho visto i tuoi video su Facebook “One Minute For” puoi dirmi qualcosa di questo progetto?

One Minute For” è un format video/audio dedicato alla storia del vibrafono ed ai suoi protagonisti.

Sono nato il 29 Febbraio del 1980 e quest’anno ho pensato di festeggiare il mio 40esimo genetliaco, pubblicando, durante il mese di Febbraio, un video al giorno dedicato a 29 vibrafonisti. (Ruth Underwood, Lionel Hampton, Milt Jackson, Cal Tdjader, Gary Burton, Ed Saindon, Dave Samuels, Ed Mann, Bobby Hutcherson e molti altri.)

Ho selezionato questi grandi musicisti con la speranza di fornire contenuti quanto più possibile condivisibili sia dal pubblico, sia dagli addetti ai lavori.

Molti vibrafonisti, come Lem Winchester, Eddie Costa, Michel Hausser, Walt Dickerson, Victor Feldman, per citarne alcuni, non sono così noti, purtroppo, ma hanno registrato dischi memorabili e meritavano una diffusione sui socials, sfidando le epoche grazie alla tecnologia.

Desideravo essere libero di interpretare la loro Musica. Talvolta ho sperimentato con generi musicali molto lontani dal Jazz.

Questo mi ha permesso di rendere loro omaggio in modo moderno e personale, suonando i brani che hanno interpretato nella storia con il massimo rispetto.

Tutto quello che hai visto e sentito in quei video è stato gestito autonomamente. Ho trattato l’audio come fosse un vero e proprio disco. Arrangiamenti, Mix, Suoni, Riprese, Editing e Mastering curati con attenzione maniacale.

Per ciò che concerne il video, inizialmente, mi ha dato del filo da torcere. Tuttavia, alla fine, sono riuscito ad ottenere quello che desideravo e sono soddisfatto del risultato ottenuto.

Per l’occasione, ho avuto il piacere di ospitare 4 grandi amici e musicisti che stimo: Daniele di Gregorio (marimba), Luca Majnardi (voce), Maurizio Aliffi (chitarra) e Filippo Valnegri (batteria).

Sto pensando ad una seconda stagione ma per il momento è davvero troppo presto.

qui il link alla playlist YT https://www.youtube.com/playlist?list=PLcZIiX6Vv-GQGuhYDHWJ1QKcNuPfMndM4

8. Quale sarebbe il tuo sogno, desiderio?

Sono esoso: vorrei meritarmi il Paradiso.

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