Teatro Sociale di Como

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Teatro sociale di Como

Intervista a Fedora Sorrentino, Presidente Teatro Sociale di Como / AsLiCo

Tetatro Sociale di Como

  1. Il Teatro Sociale di Como ha lanciato la campagna #iorinuncioalrimborso, con cui è possibile rinunciare al rimborso del proprio biglietto già acquistato in teatro. Questo appello è stato accolto in maniera positiva? Che riscontro avete avuto?

La campagna#iorinuncioalrimborso è iniziata con un riscontro che non ci aspettavamo e che ci ha commosso. Tutti i giorni chiamo di persona chi ha deciso di aderire, per ringraziare, uno ad uno, i nostri abbonati e spettatori. Sono chiacchierate talvolta lunghe, che testimoniano grande affetto e senso di appartenenza al nostro Teatro. Inoltre, dal 29 aprile, pubblichiamo, sui nostri canali social, i messaggi di chi ha voluto motivare questo gesto, non scontato, a testimoniare e trasmettere quell’insieme di emozioni, che definiscono la meravigliosa relazione tra il Teatro Sociale di Como ed il suo pubblico. Noi cercheremo di contraccambiare la generosità dimostrata, continuando a lavorare per mantenere sempre alta la qualità delle nostre produzioni e offrendo loro un costante e rassicurante ‘filo diretto’ con il Teatro.

  1. Purtroppo, la programmazione Opera domani, con il Rigoletto di Giuseppe Verdi, si è dovuta interrompere ma avete comunque un format “Opera Domani Home” di che cosa si tratta?

Erano previste circa 170 recite in tutta Italia e all’estero, avremmo dovuto raggiungere più di 160.000 bambini in un tour programmato fino Giugno. Così abbiamo realizzato, grazie al prezioso aiuto di OLO creative farm, un progetto che avevamo in cantiere da tempo: una versione interattiva, digitale, fruibile da qualsiasi computer o dispositivo mobile, che non è semplicemente un video di Rigoletto. I Misteri del teatro, per la regia di Manuel Renga e la direzione di Cesare Della Sciucca: i bambini hanno un vademecum, un kit dello spettatore e sono chiamati a cantare, ad eseguire cori e coreografie, ad imparare il linguaggio LIS, ad usare oggetti di scena da loro costruiti, come se fossero in teatro. E possono rifarlo più volte, con la complicità della famiglia. È quindi un modo per far avvicinare all’opera anche gli adulti, in maniera semplice ed immediata, in un momento in cui è ancora più importante condividere con i più piccoli percorsi didattici ideati per loro.

Ecco come Opera education diviene momento di con-divisione, attraverso la preparazione e la partecipazione interattiva. Inoltre, è stato un riconoscimento importante, un sigillo per la nostra qualità produttiva, la messa in onda su Opera Vision, piattaforma di Opera Europa, dove i kit dello spettatore sono stati tradotti in diverse lingue straniere, e l’opera è stata sottotitolata in molte lingue.

La messa in onda è iniziata domenica 26 aprile alle 15.00 e in poche ore aveva superato 5000 visualizzazioni.

  1. L’iniziativa nata in tutta Italia “la cultura non si ferma” può, secondo lei, tenere viva la voglia dei giovani di continuare a fare musica, sentendosi parte di una comunità più ampia?

Il problema non è se i giovani vorranno far musica, perché la risposta è sicuramente sì, così come è innato il desiderio, proprio in chi fa musica, di appartenere ad una comunità più ampia, per un senso di condivisione nel DNA di chi partecipa al mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura. L’iniziativa “la cultura non si ferma” è ovviamente circoscritta alla situazione attuale, la cultura non si ferma e non si è fermata, non si può fermare e non si fermerà mai.

  1. Che cosa c’era in programma, questa estate, per l’edizione 2020 del Progetto 200.com?

Il titolo scelto quest’anno per il progetto dei 200.Com era Aida di Giuseppe Verdi, per la regia di Alessio Pizzech e la direzione di Alessandro Palumbo. I 200.Com sono l’anima del Festival, con il loro entusiasmo, il loro lavoro, inesauribile passione e dedizione, contagiano tutta la città e tutti noi che lavoriamo con loro. Emblema di una collettività, che segue quotidianamente ogni singola nostra attività, sono diventati parte integrante della vita del Teatro. Ogni anno quasi 300 cittadini, di ogni età e provenienza, affrontano un titolo impegnativo. Aida arrivava a completare in un percorso verdiano, iniziato con Nabucco, proseguito con Otello e Traviata: il grande melodramma italiano, soprattutto per la firma di Giuseppe Verdi, rende il coro protagonista all’interno della drammaturgia, con pagine cariche di pathos, capaci di coinvolgere ed avvolgere il pubblico.

  1. La stagione 2020/2021 è già pronta?

La stagione 2020/21 è già pronta, ed era pronta già a fine febbraio, prima che scoppiasse la pandemia. Ne sono state fatte diverse versioni; il problema sarà quando sarà possibile la riapertura e con quali parametri, perché i parametri, inevitabilmente, condizioneranno la stagione.

  1. Avete in mente qualche progetto che vi piacerebbe realizzare con il Teatro?

Abbiamo sempre molti progetti in cantiere, ma qualunque cosa deve essere ben ponderata e meditata, per lasciare un po’ di suspence … per cui le annunceremo in prossimità della prossima riapertura.

Teatro Sociale di Como
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